Venerdì, 19 Maggio 2017 00:00

19 maggio: a cinque anni dall'attentato al Morvillo Falcone in cui perse la vita Melissa Bassi, il ricordo di una studentessa

Si respirava allegria il mio primo anno di scuola.
Nella mia testa solo il sogno di diventare un operatore socio sanitario.
La voglia di studiare e di aiutare gli altri. Mi ci vedo ancora all’entrata di scuola, aspettando quelle che erano le compagne di un mio lungo cammino. I visi assonnati ma sempre sorridenti di ragazzine che sognavano un futuro rose e fiori.
Rose e fiori che invece si sono appassiti così come si sono annerite le mura della nostra scuola e le pagine della nostra vita. Una vita che va avanti ma che non placa il dolore col tempo che scorre. Le ferite sono ancora aperte che bruciano con ogni ricordo di un giorno ormai lontano ma ancora vivo in noi. Il mese di maggio non profuma più di fiori ma si porta insieme l’odore di una bomba bastarda che si è portata via la spensieratezza dell’avere 14 anni e una compagna con cui condividere i sogni, gli obbiettivi, la vita. È bastato un boato per far crollare tutto… mille progetti saltati in aria, mille sogni e speranze svaniti in un boom. La paura ci ha messo in ginocchio ai suoi piedi, ma ci siamo rialzati più forti. Noi, alunni dell’istituto Morvillo-Falcone ci siamo presi per mano con i nostri insegnanti, di scuola e di vita e con il personale di all’ora e ci siamo rialzati insieme guardando chi doveva ‘salvarci’ chiuderci invece le porte in faccia lasciandosi alle spalle una scuola che gridava aiuto!melissa Sono passati 5 anni e in quella scuola si respira ancora un’aria pesante. Tutto si è fermato a quel 19 maggio. Nessuno si immagina quante ne abbiamo passate nei giorni e nei mesi a seguire. Siamo rimasti in silenzio 5 lunghi anni in cui non ci hanno permesso di urlare il nostro dolore, in cui nessuno ci ha chiesto come stavamo, di cosa avevamo bisogno, in cui tutti hanno promesso senza mai mantenere. Ad oggi vogliamo che nel giorno del 19 maggio la nostra amica sia ricordata con una messa in suo onore. Non vogliamo più ministri e politici a cui del nostro dolore non è mai importato nulla, ma anzi hanno parlato di politica seduti affianco alla foto della nostra compagna. Non hanno notato il nostro dolore, i nostri occhi di lacrime. Non hanno notato la sofferenza. Lo sgomento. La forza che ci mancava. Un minuti di silenzio per stringerci al nostro dolore, in quella scuola che rappresenta il nostro cadere ed il nostro ricominciare, alunni e docenti che hanno vissuto insieme una perdita che brucerà per sempre. Non chiediamo altro. Per anni ci hanno lasciato da soli col nostro dolore, oggi vorremmo gridare: NON DIMENTICATECI, NON DIMENTICATELA!
UN BACIO AL CIELO
ABBI CURA DI SPLENDERE!
Michi Longo

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